Queste sono solo alcune delle belle foto dell'ultimo di tre incontri con i ragazzi della scuola elementare Domenico Savio di Messina. Un'esperienza divertente, gratificante e da cui ho imparato qualcosa anche io, per esempio che ai bambini piace leggere! Sono stata avvolta da un mondo curioso e vivace, pieno di fantasia (come si può dedurre dai bei cartelloni), con il fantastico supporto delle maestre Katia e Anna ho assistito a ben tre drammatizzazioni di altrettanti capitoli del libro e ricevuto in dono un corposo fascicolo di racconti horror che i ragazzi hanno scritto per me e che sto leggendo con molto divertimento. Ho risposto a domande intelligenti ma anche riso con tutti loro, soprattutto l'ultimo giorno assistendo all'esibizione del Direttore della scuola, che anche qui ringrazio, che ci ha allietato con una canzone mimata difficilissima e divertentissima. E poi che emozione vedere più di settanta copie de Il professor Scelestus tra quelle manine e sentir chiedere ai ragazzi un secondo episodio. Un'esperienza bellissima, davvero.
Cosa passa per la testa a una donna giunta ‘nel mezzo del cammin’ della sua vita? Insomma cosa può ancora volere una quarantenne felicemente mamma e moglie, violinista e docente e che ha persino un cane e una casa davanti allo splendido Stretto di Messina?
‘Una liposuzione - una plastica - vent’anni di meno?’ vi chiederete. Macché!
Ricordo bene il giorno del mio compleanno nel 2004: i parenti a tavola, il mio essere sbarazzina e allegra non ostante il magone che, ingiustamente, provano le donne nel fatidico passaggio agli ‘anta’ e vedo ancora la torta di panna e fragoline con quell’orrendo numero ‘40’ troneggiante tra i fiori di zucchero. Ma rammento bene anche il pensiero che feci. Il regalo che davvero desideravo. Un dono semplice che potevo farmi solo io e che, sebbene mi ricordasse il passato, aveva poco a che fare col ringiovanire. Tiravo i conti di quella parte della mia esistenza ormai trascorsa - in qualche modo archiviata, se mi concedete il termine - e sentivo di aver compiuto il mio dovere fino in fondo: avevo studiato molto, avevo un lavoro fisso, mi ero persino ‘riprodotta’ per il felice proseguimento della specie. Ero a posto. Ciò a cui ambivo adesso era dedicarmi finalmente a quello che avevo sempre amato e che per troppo rispetto non avevo mai cominciato a fare. Scrivere. Il giorno del mio quarantesimo anno decisi che avrei provato seriamente a scrivere!
Un regalo magnifico a me stessa, no? Ma non credevo certo che ciò mi avrebbe portato più in là di un innocente passatempo domenicale. Le cose sono andate diversamente, da allora ho pubblicato quasi tutto ciò che ho scritto e l’ho fatto nella maniera corretta - l’unica per me - senza contributo. Ora tocca a Il professor Scelestus, il romanzo che ho scritto per mia figlia Marta, una storia che è un tuffo nel mio animo da bambina. Spero che anche voi riusciate a tornare un po’ ragazzini insieme a me. La fantasia, ricordatelo, non ha età!